Il divieto di attaccare una persona fuori combattimento è una regola del diritto internazionale umanitario consuetudinario, riflessa nella regola 47 dello studio sul diritto internazionale umanitario consuetudinario del CICR e storicamente espressa nell'articolo 23(c) dei Regolamenti dell'Aia. Il suo funzionamento pratico presuppone che l'intenzione di arrendersi, laddove si presenti, possa essere espressa, percepita e tradotta nella rinuncia all'attacco prima che la forza diventi irreversibile.
Questo articolo sostiene che preservare quell’intervallo – la finestra di riconoscimento – non è un nuovo obbligo ma una condizione di efficacia degli obblighi che vincolano le parti da oltre un secolo. A ciò si accompagnano altre tre condizioni, ciascuna fissata prima dello schieramento piuttosto che sul campo. Il sistema deve avere una rappresentazione di ciò che sta impegnando su cui può operare un cambiamento dello status protetto; dove non esiste tale stato, un'indicazione che arriva in tempo non ha nulla su cui agire. La funzione che registra il cambiamento non deve dipendere dalla catena di trattamento che ha prodotto la decisione di incarico, poiché l'errore che crea la necessità di riconoscere può altrimenti sopprimere il riconoscimento. E la ricostruibilità deve essere garantita prima dell’implementazione se si vuole che la conformità rimanga esaminabile dopo l’implementazione.
Qualora l'uso normale e prevedibile di un sistema coinvolga persone che, date le circostanze, dovrebbero essere riconosciute come fuori combattimento, il controllo deve esaminare se il sistema preserva la possibilità pratica di conformità. L’esclusione sistematica delle garanzie tecnicamente realizzabili rilevanti per tale questione è una decisione che la legge ha gli strumenti per esaminare e, laddove si applica un regime procedurale, per essere giustificata a verbale.
La versione 9 esprime il criterio in termini temporali anziché in termini di agente. La sezione IV.C, già intitolata “Compressione del controllo umano”, è ora “Asimmetria temporale e chiusura della finestra”. La presenza di una persona nel processo decisionale è un elemento di prova relativo alla questione, non il criterio stesso.
La sezione II.C chiarisce che il dovere di astenersi resta del comandante ed è esercitato sul campo, mentre la possibilità stessa di esercitarlo è stata definita prima, nella scelta dei mezzi. Il testo allinea inoltre i termini “latenza di rilevamento” e “revisione giuridica”.
Sostituisce la versione 8 (settembre 2026). Analisi complementare: Arrestabilità sistemica (Paper II), concept DOI Zenodo 10.5281/zenodo.20837150. Lavoro collegato: HFA-TN-04, concept DOI Zenodo 10.5281/zenodo.22275485.
International Humanitarian Law · Autonomous Weapons · AI Governance · Lawful Operational Safeguards · Surrender Recognition · Meaningful Human Control · Temporal Compression · Defence Procurement · IHL Compliance Architecture · Article 36 AP I · Article 41 AP I · Article 57 AP I
La struttura temporale analizzata nel presente paper non è esclusiva del diritto internazionale umanitario. Per l’argomento parallelo nel diritto civile della sicurezza delle macchine, si veda: Systemic Arrestability: Operator Protection in Machine Safety Law When Machine Speed Exceeds Human Reaction (Paper II, 2026), Zenodo concept DOI 10.5281/zenodo.20837150.
I criteri di fattibilità sviluppati qui sono applicati a un protocollo candidato di riconoscimento in HF SIGNAL 01 (Paper III, 2026), Zenodo concept DOI 10.5281/zenodo.21183137, ed estesi nella serie di note tecniche HFA.