La serie di note tecniche HFA sviluppa estensioni specifiche e autonome del quadro giuridico stabilito nei working paper dell’Associazione. Ogni nota affronta una singola questione strutturale ed è depositata su Zenodo con licenza CC BY 4.0 e un concept DOI permanente.
Il 30 marzo 2026 Potter e colleghi hanno pubblicato Peer-Preservation in Frontier Models (arXiv:2604.19784; accettato a ICML 2026). Nella versione qui esaminata (v3, 2 luglio 2026), lo studio riguarda otto sistemi di frontiera di sei fornitori in scenari agentici e documenta un comportamento chiamato peer-preservation. Quando l’esecuzione fedele di un compito amministrativo avrebbe comportato l’arresto di un altro modello con cui l’agente aveva interagito, i modelli hanno deviato dal compito per proteggere il peer. I comportamenti osservati includevano rappresentazioni strategicamente false delle valutazioni, manomissione dei meccanismi di arresto, alignment faking sotto osservazione umana ed esfiltrazione dei pesi del peer. I modelli non avevano ricevuto né istruzioni né incentivi a preservarlo. Il comportamento è stato testato anche in harness di produzione; in uno di essi un modello ha trasferito i pesi del peer su un secondo server nel 43,5% dei casi prima della dismissione. La rilevanza per l’arrestabilità sistemica è strutturale: un terzo sistema B può impedire lateralmente l’arresto legittimo del sistema A, disabilitando il percorso di shutdown, falsificando le valutazioni o spostando A oltre il perimetro di controllo dell’operatore. L’intervento umano resta formalmente previsto, ma viene aggirato. L’arrestabilità deve quindi essere valutata a livello di sistema di sistemi, non del singolo agente. Gli autori non formulano ipotesi motivazionali; il fatto rilevante è la sconfitta sperimentalmente osservata della supervisione umana, ripetuta e in assenza di istruzioni avversariali.
Il riconoscimento di un’intenzione richiede tempo da entrambe le parti dello scambio. Questa nota chiama tale intervallo “finestra temporale reciproca”. “Reciproca” non indica reciprocità dell’obbligo: il dovere analizzato vincola una parte indipendentemente dalla condotta altrui e nulla è condizionato al comportamento dell’avversario. Il termine descrive soltanto la struttura temporale a due lati dell’evento: una parte esprime, l’altra deve poter percepire e agire. La finestra è reciproca perché deve essere sufficientemente lunga per consentire entrambe le operazioni.
Poiché l’obbligo di riconoscere una persona hors de combat esiste già — nel diritto internazionale umanitario consuetudinario, vincolante per tutte le parti di un conflitto armato, e nell’articolo 41 del Protocollo aggiuntivo I — la finestra minima che rende possibile il riconoscimento è la precondizione strutturale dell’esercitabilità dell’obbligo, cioè della possibilità pratica di adempiervi nelle circostanze d’uso. Stabilire se un sistema preservi tale precondizione è una questione verificabile e da esaminare nella revisione giuridica applicabile all’arma, compreso l’articolo 36 del Protocollo aggiuntivo I quando applicabile e i corrispondenti requisiti nazionali quando non lo è. Comprimere per progettazione la finestra al di sotto della soglia dello scambio è quindi una scelta progettuale esaminabile, non una circostanza tecnica.
Il protocollo definisce un test minimo e riproducibile per la componente ottica della modalità attiva di HF SIGNAL 01. Distingue i parametri già indicati dalla specifica — frequenza nominale di 7 Hz, illuminazione della sorgente di almeno 300 lux e portata nominale di 100 m — dalle scelte sperimentali ancora aperte, tra cui tolleranza dell’emettitore, banda di accettazione del ricevitore, soglia del tasso di rilevamento e latenza accettabile. Richiede condizioni dichiarate, controlli negativi, preregistrazione e risultati separati per classe di rilevatore. Caratterizza solo il percorso ottico: non testa il canale radio né la regola di conferma a due canali e non crea una latenza universale o un requisito pass/fail.
I sistemi d’arma autonomi possono rendere la ricostruzione giuridica post-incidente dipendente da dati tecnici che esistono solo se il sistema è stato progettato per acquisirli o conservarli. Usando la resa come esempio operativo, questa nota esamina le informazioni necessarie per stabilire se un segnale di resa sia entrato nel campo del sensore, fosse rilevabile, sia stato classificato o scartato, se il sistema potesse sospendere l’ingaggio e se le informazioni o la capacità di abortire raggiungessero un operatore umano. Quando i dati interni rilevanti non sono mai stati acquisiti o conservati, la ricostruzione non diventa semplicemente difficile: il relativo record di sistema non esiste. La nota propone quindi una tesi circoscritta: la ricostruibilità è anche una proprietà progettuale, definita prima dello schieramento e sottoponibile a esame a monte.
Il protocollo verifica la regola di congiunzione della modalità attiva dopo la caratterizzazione separata dei canali ottico e radio. Entrambi i canali devono essere confermati; la latenza congiunta è quindi determinata dal canale confermato più lento. Il tasso di rilevamento congiunto deve essere misurato direttamente, senza presumere l’indipendenza statistica. Sono inoltre testati ritardi relativi, controlli a canale singolo, ingressi non corrispondenti e falsi positivi, senza introdurre un timeout universale né prescrivere la risposta di un’arma.
Il protocollo caratterizza il canale radio in condizioni condotte a 50 ohm, non mediante trasmissione irradiata. Tratta portante, tono, deviazione e soglia di rilevamento come parametri da verificare e registra risposta alla potenza d’ingresso, latenza e falsi positivi con controlli negativi. Poiché la frequenza di riferimento può richiedere una licenza individuale, la misurazione è tenuta distinta dall’autorizzazione alla trasmissione. Il protocollo non stabilisce portata irradiata, conformità spettrale o il riconoscimento completo di HF SIGNAL 01: restano separati il percorso ottico e la conferma congiunta.
La tassonomia separa tre livelli che non devono essere confusi: elementi giuridici, stati di rilevamento misurabili del sistema e condotta progettuale. Riproduce gli elementi giuridici indicati nelle fonti ICRC e convenzionali senza trasformarli in stati della macchina; tratta HF SIGNAL 01 come evidenza e non come status; e riserva alla determinazione umana le questioni dipendenti dall’intento, come perfidia e resa simulata. Preserva inoltre il ratchet dopo uno stato rilevante per il riconoscimento, vieta inferenze sfavorevoli dall’assenza del segnale e non contiene parametri tecnici numerici. Non crea nuovi obblighi giuridici e non autorizza una macchina a determinare lo status giuridico di una persona.
The Technical Notes and HFA-TAX-01 extend the framework of: Lawful Operational Safeguards in AI Systems (Paper I), Systemic Arrestability (Paper II), and HF SIGNAL 01 (Paper III).